Qualcuno sussurra.
Qualcuno geme piano.
La delusione, la disperazione,
l’inquietudine,
sono solo ombre nere che
infestano le stanze della mente
e ammorbano il cuore
con il tanfo della loro crudeltà.
Si strappa lentamente l’anima
e per ogni lacrima,
un brandello scivola via,
si disintegra lasciando una ferita aperta
che fa male, troppo male.
Il ricordo del dolore
resta così, vivo e fervente,
fa soffrire incessantemente,
non dà tregua neppure con
lo scorrere del tempo.
Vorresti nasconderti,
eclissarti,
fingere di non esistere.
Vorresti chiuderti in un angolo buio
lontano da tutto e da tutti
e attendere che il cuore smetta
di tremare,
che il pianto finisca di bagnare le labbra…
Sarebbe un sollievo
restare isolati dal mondo per sempre,
ad aspettare che il dolore si atrofizzi,
ma non è possibile.
Sai bene che, quando sorgerà il sole
dovrai alzarti e andare avanti,
metterti un falso sorriso sul viso
e camminare, affrontare la vita.
La paura più grande
è sapere che non puoi abbatterti
è la consapevolezza che devi rialzarti e vivere.
La paura è una domanda:
dove e come trovare la forza?
Non c’è risposta forse,
devi solo sperare di lasciare le ombre nere
alle tue spalle,
ignorare i loro sussurri
non dare ascolto ai loro lamenti.
Devi chiudere…
Chiudere e gettare via la chiave
di quella porta,
allontanarti per sempre
dalla dimora della paura.
